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sviluppo economico

Amici

Poichè credo che, non sia a conoscenza,di tutti , vi informo che l’addetto dell’IspettoratoTerritoriale Puglia-Basilicata-Molise di Bari del Ministero dello Sviluppo Economico
all’istruttoria di rilascio della patente di radioamatore, delle domande di esonero dagli
esami e della ricezione delle dichiarazioni di autorizzazioni è il sig. Umberto Dell’Aquila
con numero telefonico 0805557207.

73’

Angelo I7TAZ

 
Castello di Melfi-Orologio a sei ore Stampa E-mail

orologio di melfiForse non in tanti hanno notato che l'orologio sulla torre del Castello di Melfi ( recentemente restaurato) è un orologio a 6 ore.

Prima di tutto iniziamo con il dire che questi orologi non riportano la tradizionale suddivisione del tempo in XII ore, ma in VI.Sono orologi solari, che indicavano, al suono delle campane, le antiche Ore Italiche adottate , a Roma, dalla Chiesa verso la fine del XIII secolo.Queste Ore venivano scandite considerando l’inizio della misurazione del tempo dall’Avemaria della sera, poco dopo il tramonto, e non più dalla mezzanotte, come era consuetudine.Erano quindi necessari quattro giri completi della lancetta per arrivare a segnare le 24 ore, suddividendo così la giornata in quattro intervalli dal 6 ore ciascuno.Per garantire una migliore comprensione dell’ora, era anche prevista la cosiddetta ribotta: dopo circa un minuto, si ripeteva lo stesso numero di rintocchi per rendere così comprensibile l’ora anche per i più distratti.Le prime misurazioni del tempo avvenivano attraverso le meridiane secondo cui la suddivisione sufficientemente precisa del periodo di tempo era compresa fra l’alba e il tramonto, variabile in lunghezze con il variare delle stagioni.

 loreto_-_orologio_italicoL'ora italica, anche detta ora boema, è un metodo di suddivisione del giorno diffusosi a partire dal XIV secolo principalmente in Italia (ma anche in Boemia, Slesia e Polonia), metodo secondo il quale la giornata era divisa in 24 ore della stessa durata, che venivano numerate a partire dal tramonto il quale rappresentava quindi la ventiquattresima ora.Il vantaggio principale di questo metodo è che rendeva facile calcolare le ore di luce residue, dato che era semplicemente necessario sottrarre l'ora attuale da 24. L'inconveniente fondamentale di tale sistema era invece che, dato che il tramonto si sposta nell'arco dell'anno, lo stesso momento della giornata era individuato con orari diversi al variare delle stagioni: ad esempio, il mezzogiorno corrispondeva all'incirca con le ore diciannove in inverno e con le sedici in estate. Inoltre, la lunghezza delle ore non era costante, variando la distanza di due tramonti successivi di alcuni minuti ogni giorno, in più o in meno a seconda del periodo dell'anno.orologio italicoTale metodo di calcolo del tempo venne gradualmente soppiantato dopo la metà del XVIII secolo dalla cosiddetta ora alla francese o ultramontana, usata ancor oggi, che definisce le ore dodici (mezzogiorno) il momento della giornata in cui il sole è allo zenit. L'adozione di tale metodo fu favorita dalla diffusione degli orologi meccanici, i quali per essere regolati sull'ora italica richiedevano aggiustamenti continui che, vista la rudimentale tecnica del tempo, provocavano problemi di manutenzione dei meccanismi.           https://it.wikipedia.org/wiki/Ora_italica

 

 

Video orologio del castello di Melfi:

https://www.facebook.com/luigi.simonetti.52/videos/10207652485864071/

 
ARI---ROMA diploma GIUBILEO 2015/16 Stampa E-mail

giubileo-2015-logo
GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

                  2015- 2016

 

 

giubileo2015_1

Apertura della Porta Santa, Roma, 8 dicembre 2015 – L’evento che dà inizio ufficialmente al Giubileo Straordinario della Misericordia è il rito dell’apertura della Porta Santa alla Basilica di San Pietro.Il giorno dell’Immacolata Concezione, Papa Francesco aprirà proprio la Porta Santa della Basilica di San Pietro.La Santa Messa dell’apertura inizierà alle 9.30 in Piazza San Pietro.

Comincerà così il Giubileo Straordinario della Misericordia, anche se Papa Francesco, durante l’Angelus dell’1 novembre, ha annunciato che questo evento tradizionale verrà anticipato da un’apertura di una porta Santa nella Repubblica Centrafricana, il 29 novembre.

 

 


 

In occasione del “ Giubileo straordinario “, indetto da papa Francesco per mezzo della bolla pontificia “Misericordiae Vultus” che prenderà avvio l’8 dicembre 2015 per concludersi il 20 novembre 2016  ARI sezione di ROMA:

ari roma melfi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

clicca_qui

 

          http://www.ariroma.it/wp/?p=2758



 


 
Onde Medie Stampa E-mail

 

Alla Comunità dei Radioamatori,

degli SWL,degli appassionati del

Radioascoltoe operatori di

Stazioni in “Onde Medie

 

p1090603r pigviptalisman10Cari amici,

ho il piacere d’informarvi che la nella Storia della Radio italiana, oggi - 18 Agosto 2015 - si è accesa una stella.
Infatti lo scenario delle trasmissioni radio in banda “Onde Medie” (MW) dall’Italia, da oggi è ad una svolta. Dopo 11 anni dall’inizio dello switch-off  di storici impianti di trasmissione in Onde Medie del Servizio Pubblico della RAI, le trasmissioni radio su una Banda (MW) che ha fatto la storia della radio, non saranno più riservate o limitate al servizio pubblico, ma potranno liberamente essere gestite da privati. Si apre così la strada ad un interessante scenario nel quale le trasmissioni in Banda “Onde Medie” potranno divenire protagoniste di un un nuovo futuro mediatico e hobbistico della radio. Questo è il primo, interessante traguardo raggiunto dalla nuova Legge n. 115  del 29 Luglio 2015 che aprirà le porte a nuovi operatori radiofonici “ privati “.

T’informo che una più dettagliata presentazione di questa iniziativa di Legge, è consultabile all’indirizzo web: http://www.ari.it/.

L’ARI sostiene questa iniziativa e, per la tutela di una Banda importante nella storia della radio, è al primo posto nello sviluppo di un movimento di opinione  per il sostegno delle trasmissioni in Banda “MW”.

Invito tutti a leggere la pagina web consigliata sul sito ARI : http://www.ari.it/.

 

Grazie e cordiali 73’s !

Alfredo Gallerati, IK7JGI

 
LA TELEGRAFIA Stampa E-mail

                                                    

                                                                                a 2015 onu-unesco

   LA TELEGRAFIA SENZA FILI DI RUTHERFORD

                                                           di IK0.ELN Giovanni Lorusso

 

In uno dei congressi scientifici a cui ho partecipato lo scorso anno in Olanda, ricordo che durante la pausa coffee break ero seduto al bar della sala congressi a sorbire un caffè lungo, anzi direi lunghissimo! Ed in attesa che si ritornasse nuovamente nella sala, cominciai a maneggiare la radio portatile che, come sempre, metto in valigia, intento ad ascoltare le comunicazioni dei ponti radioamatoriali olandesi. Ad un tratto mi si avvicinò un signore dalla folta barba bianca e, rivolgendosi a me, disse: ... Good Morning Ser, are you amateur radio? ... gli risposi: ... Oh yes, I am ... Mi strinse cordialmente la mano e mi disse il suo nominativo radioamatoriale, del quale ricordo soltanto il prefisso ZL1.??? aggiunse il suo nome Mr. Roby e la sua città Auckland in Nuova Zelanda, dove insegnava scienze astronomiche al St. Peter's College. Poi mi chiese se ero attivo in CW, giacchè lui amava tantissimo questo modo di emissione per i  collegamenti radio. Gli risposi che da anni, ormai, non trasmettevo più in nessuna banda e tanto meno in CW; in quanto l'unico mio interesse era rivolto alla ricerca radioastronomica, motivo per cui ero in Olanda. Roby mi informò che le sue comunicazioni radio erano soltanto in telegrafia ed il suo unico corrispondente era un radioamatore olandese, radioastronomo presso il radiotelescopio LO.F.AR. (Low Frequency Arrey) che aveva provveduto ad invitarlo al congresso. Aggiunse che aveva un vecchio ricetrasmettitore valvolare della mitica linea Collins che usava soltanto in CW e che, poiché lo usava soltanto in questa unica emissione, non ricordava più dove avesse riposto il microfono. Concluse dicendo che con quel “Old Rig and just one dipole antenna” si scambiava in telegrafia importanti dati radioastronomici con il suo amico olandese. Ma la cosa che mi lasciò sorpreso fu quando mi disse che i primi esperimenti radio in telegrafia furono eseguiti da Rutherford, in Nuova Zelanda! Immediatamente gli replicai che era in errore, in quanto il patrocinio di questa scoperta era opera di Guglielmo Marconi; ma Mr. Roby mi ribadì quanto aveva precedentemente asserito, disse: ... no, no dear Giovanni, the first was Ernest Rutherford, but togheter Guglielmo Marconi ... Terminata la pausa caffè, rientrammo nella sala congressi e per tutta la mia permanenza a Voledam non affrontammo più questo argomento. Poi, rientrato in Italia e preso da altri impegni, dimenticai del tutto questo particolare. fig. 1 ernest rutherfordGiorni fa è accaduto che, spolverando la mia libreria (accade raramente!) mi si presentò tra le mani un testo dedicato proprio a  Rutherford; lo guardai stupito, e mi ritornarono in mente le affermazioni fatte da Mr. Roby. Ed eccomi qui ora a cercare di capire, intanto chi era Rutherford e poi che attinenza avesse con la telegrafia senza fili. Ebbene Ernest Rutherford (Fig.1) era nato il 30 Agosto 1871 a Nelson, Nuova Zelanda; nel 1889 iniziò i suoi studi presso l'Università di Canterbury; e nel 1894 effettuò esperimenti con le onde radio sviluppando la telegrafia senza fili, contemporaneamente agli esperimenti condotti in Italia da Guglielmo Marconi. Infatti Rutherford costruì il suo dispositivo per captare i segnali radio a prescindere dai progressi di Marconi; e nelle sue dimostrazioni fu in grado di risvegliare la curiosità di molti scienziati dell'Università, i quali notarono presto che una simile invenzione aveva multiple applicazioni, ma sopratutto la strategia di poter comunicare da terra con una imbarcazione in navigazione. Nell'anno 1896 Rutherford presentò la sua invenzione alla Royal Society, alla quale spiegò dettagliatamente il funzionamento del suo rivelatore di onde radio e le molteplici applicazioni, tanto che gli permisero di sognare lauti guadagni. Il suo unico esperimento fu quando dal laboratorio dell'Università riuscì ad inviare con successo alcuni messaggi telegrafici alla Camera dei Lord, a circa un chilometro di distanza. fig. 2 radio activity bookEd a tal riguardo pubblicò il suo primo libro sull'argomento “Radio Activity” (Fig.2) che fissa le basi di questo nuovo ramo della Fisica.fig. 3 guglielmo marconi Comunque anche se si trattava di una invenzione promettente, che poteva anche tradursi in una fonte importante di guadagno,  passò presto in secondo piano tra le sue ricerche quando divennero noti i Raggi X. Intanto in Italia Guglielmo Marconi continuò i suoi studi e nel 1901 riuscì a trasmettere un segnale radio che fu ricevuto dall'altra parte dell'Atlantico (Fig.3) così che nell'anno 1909 ricevette il Premio Nobel per la Fisica, motivato dalle importanti applicazioni della sua scoperta. Dunque una corsa per la telegrafia senza fili che, comunque, non li vide mai in competizione tra di loro; con un traguardo raggiunto dal grande Maestro italiano; il quale, però, per la scarsa risonanza che ottenne in Italia, decise di trasferirsi nel Regno Unito, dove presentò i suoi brevetti, fondò la sua azienda ed iniziò a collaborare con la Royal Postal Society. Ma che ne è stato poi di Ernest Rutherford? Abbandonate le ricerca sulla telegrafia senza fili, nel 1895 Rutherford si dedicò allo studio dei Raggi X. Nel 1898 riescì a misurare i Raggi Alfa e Beta; nel 1907 progettò un rilevatore di particelle Alfa e, sempre nello stesso anno, riuscì ad identificare le particelle Alfa con nuclei di Elio; e nell'anno 1908 gli fu assegnato il Premio Nobel per la Chimica perchè dimostrò l'esistenza dell'atomo con un nucleo piccolo ma enormemente denso, formato da particelle: i Protoni ed i Neutroni; artefici, tra l'altro, della ionizzazione degli strati alti dell'atmosfera terrestre e, quindi, della propagazione dei segnali radio a lunga distanza; meccanismo fisico ben noto ai radioamatori (*). Nell'anno 1919 si traaferì in Inghilterra, con la nomina di direttore della Cambridge University. Rutherford fu un grande fisico sperimentale che amava il lavoro di laboratorio; una persona molto disciplinata e metodica; impegnato nei suoi studi che gli valsero la capacità di determinare finanche l'età della Terra grazie alle sue ricerche sulla radioattività del nostro pianeta. fig. 4 new zeland moneyUn grande scienziato che faceva parte di una generazione di scienziati con una personalità capace di attrarre giovani talenti e che, ancora oggi, lo pone in una posizione storica di rilievo (Fig.4). Tra gli alti riconoscimenti che gli furono assegnati dalla Corona Britannica, vanno ricordati la Rumford Medal nel 1904; la Copley Medal dalla Royal Society di Londra nel 1922; e l'Ordine Britannico al Merito nel 1925. Ma la sua patria d'origine non fu da meno, in quanto gli assegnò il titolo nobiliare di Accademy Member of New Zeland Philosopy Institute e la laurea Honoris Causae. Ernest Rutherford morì a Cambrige, nel Regno Unito, il 19 Ottobre 1937 a causa di un'ernia ombelicale strozzata ed è sepolto nell'Abbazia di Westminster, dove sono sepolti anche Isaac Newton e Charles Darwin. Dopo aver letto l'ultima pagina del libro, l'ho  riposto nella libreria e sono rimasto assorto nei miei pensieri. Due grandi scienziati: Ernest Rutherford e Guglielmo Marconi, precursori di scoperte di cui hanno beneficiato i radioamatori di tutto il mondo! E mentre ero assorto nei miei pensieri, mi è parso di risentire la voce di Mr. Roby che ripeteva ... dear Giovanni, the first was Ernest Rutherford, togheter Guglielmo Marconi ...  e devo ammettere che aveva ragione il neozelandese di Auchland.

fig.5 modello di rutherford

(*) Un Atomo è composto da tre particelle elementari: i Protoni di carica elettrica positiva; gli Elettroni di carica elettrica negativa; e i Neutroni che non hanno carica elettrica, ma hanno una massa simile ai Protoni. Protoni e Neutroni sono raccolti nel nucleo, formando un insieme molto compatto; mentre gli Elettroni orbitano a grandi distanze relative (vedi schema del modello di Rutherford fig.5).


 

 

                                                     


                                                                   

 
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