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Maresciallo Vito Sinisi- RIPACANDIDA Stampa E-mail

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Passaggi visibili della Stazione Spaziale Internazionale Stampa E-mail

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Ritorna visibile la I.S.S.

dal 30 MARZO 2017

Molto spesso, soprattutto nelle notti estive, vediamo ad occhio nudo che il cielo viene solcato da punti luminosi, come aspetto in tutto simili a stelle, ma che si muovono con un moto molto regolare e attraversano il cielo in un tempo che oscilla fra i 5 e i 10 minuti.

Si tratta di satelliti artificiali, oggetti messi in orbita attorno alla Terra dall'uomo, che per gli scopi più vari (comunicazioni, sorveglianza, ricerca scientifica) ruotano attorno al nostro pianeta e attraversano i nostri cieli.

Di questi oggetti ce ne sono molte migliaia in orbita, e solo una minoranza sono satelliti.

I satelliti più visibili, quelli che attirano anche l'attenzione degli osservatori meno attenti, sono quelli di maggiori dimensioni e che orbitano più vicini alla superficie della Terra, tra questi la ISS STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE.

Per entrambe queste caratteristiche (grandi dimensioni e vicinanza alla superficie terrestre) il satellite artificiale più notevole è la Stazione Spaziale Internazionale ISS (International Space Station), nata dalla collaborazione fra cinque agenzie spaziali, la canadese (CSA), l'europea (ESA), la giapponese (JAXA - già NASDA), l'agenzia russa (RKA) e quella statunitense (NASA)

iss_nVa ricordato che la Stazione spaziale internazionale è un oggetto un poco più grande di un campo di calcio, una dimensione di 72 x 108 metri che orbita intorno alla Terra ad una distanza tra i 280 e i 460 chilometri a una velocità media di 27.743,8 chilometri orari. Ogni giorno completa 15,7 orbite e, come già detto, poco più di 90 minuti ad orbita.

La ISS in condizioni favorevoli raggiunge magnitudini negative, vale a dire che fa a gara come luminosità con i pianeti più luminosi, Giove e Venere.

Pertanto, in alcuni passaggi, la ISS è visibile a occhio nudo dalla terra,e ci appare come una lenta cometa luminosa. Ovviamente bisogna saper riconoscerla, ma soprattutto, bisogna sapere quando, durante le sue rivoluzioni intorno al nostro pianeta, percorrerà il tratto di cielo visibile da dove ci troviamo.

Compie un'orbita terrestre in circa novanta minuti e il suo piano orbitale varia in continuazione: una volta sull’Africa, l’altra sulla Nuova Zelanda, un’altra volta ancora sull’Australia, poi gli Stati Uniti e così via.

A partire da QUESTA SERA (02/02/2016), la Stazione Spaziale tornerà a passare sopra i cieli italiani e sulle nostre teste.

 


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ATTENZIONE!!!!!

Nel 2017, quando la Stazione Spaziale Internazionale

tornerà ad accoglierlo dopo la missione del 2010/2011,

avrà compiuto (o mancherà poco) 60 anni. Si tratta

di Paolo Nespoli, classe 195R7. Sarà lui il prossimo

astronauta italiano ad andare nello spazio

a due anni dal rientro di Samantha Cristoforetti.



Seguono le informazioni per vederla da Melfi.

MAGGIO/GIUGNO-2017

maggio 2017 1

 

 

 

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La Ricerca Radio SETI Stampa E-mail

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IL KLT

fig. 1 joseph fourierLa ricerca Radio SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) consiste nel rilevare un eventuale segnale radio molto debole discriminandolo ed estraendolo dal rumore cosmico di fondo ed analizzarlo. Quando SETI nacque nel 1959, era ovvio tentare questa estrazione in virtù dell'unico algoritmo conosciuto all’epoca: la FT (Fourier Transform) ovvero: la trasformata di Fourier [Fig.1]. I radioastronomi SETI avevano adottato a priori il punto di vista pregiudiziale che un segnale candidato extraterrestre sarebbe necessariamente sinusoidale e a banda stretta, stimandolo con l’uso della Scala di Rio (Il concetto di Scala di Rio fu proposto nell’Ottobre 2000 per la prima volta a Rio de Janeiro - Brasile da Iván Almár e da Jill Tarter in una relazione presentata al 51° Congresso Astronautico Internazionale, 29^ Riunione di Revisione sulla Ricerca di Intelligenza Extraterrestre; e, a partire dal 2002, sotto la loro direzione, i membri del Comitato SETI dell'IAA, hanno adottato ufficialmente la Scala di Rio, continuando a lavorare per raffinarla e perfezionarla per portare obiettività alla soggettiva interpretazione di ogni affermazione di scoperta di extraterrestre) [Fig.2]. fig. 2 scala di  rioSu tale segnale a banda stretta, il rumore di fondo è necessariamente bianco. E così, l'assunzione matematica di base dietro alla FT che il rumore di fondo deve essere bianco fu perfettamente adeguato a SETI per i prossimi cinquanta anni! In aggiunta, nell’aprile del 1965 gli statunitensi James W. Cooley e JohnW.Tukey scoprirono che tutti i calcoli della FT potevano essere velocizzate di un fattore N/ln(N), ove N è la quantità dei numeri da calcolare; e sostituirono la vecchia FT con il loro nuovo algoritmo FFT (Fast Fourier Transform), la trasformata rapida di Fourier. Accadde così che i radioastronomi SETI di tutto il mondo adottarono volentieri la nuova FFT. Ma nel 1982 il radioastronomo SETI francese François Biraud affermò che noi possiamo fare solamente supposizioni sui sistemi extraterrestri di telecomunicazione e che la tendenza sulla Terra era all’evoluzione da banda stretta a banda larga; per cui occorreva una nuova trasformata che potesse scoprire sia segnali a banda stretta che a banda larga. Fortunatamente tale trasformata era già stata messa a punto nel 1946 da due matematici, il finlandese Kari Karhunen e il francese Maurice Loève, appropriatamente denominata KLT (Karhunen-Loève Transform), trasformata di Karhunen-Loève. In conclusione François Biraud proponeva di cercare l’ignoto in SETI adottando la KLT al posto della FFT.fig. 3 radiotelescopio croce del nord Indipendentemente da Biraud, il radioastronomo statunitense Robert S. Dixon dell’Ohio State University, USA arrivò anch’esso alle stesse conclusioni, ma pubblicò i suoi risultati solamente molto più tardi. Indipendentemente da Biraud e da Dixon, anche il fisico-matematico italiano, Prof. Claudio Maccone, Presidente Internazionale del SETI Permanent Committee che, già dal 1987, giunse alle stesse conclusioni, iniziando a divulgare l’impiego della KLT in SETI, dapprima al SETI Institute in America e successivamente al SETI Italia, radiotelescopio Croce del Nord di Medicina [Fig.3]. Ma mentre François Biraud e Roberts. Dixon si erano fermati davanti al problema della difficoltà elaborativa di trovare gli autovalori e gli autovettori di enormi matrici simmetriche di autocorrelazione nella KLT, questo problema è stato risolto in Italia, dove il Prof. Claudio Maccone ha trovato la preziosa collaborazione del direttore emerito dei radiotelescopi della stazione radioastronomica Croce del Nord di Medicina, Ingegner Stelio Montebugnoli; e dei suoi “ragazzi di SETI Italia” (Fig.4); così che nell’anno 2000, per la prima volta nella storia, l’implementazione della KLT nel progetto SETI è diventata realtà. fig. 4 seti italia-team g. cocconiMa, ai fini della ricerca SETI, quali sono le sostenziali differenze fra FFT e KLT? Affrontiamo qui il problema in termini divulgativi, in maniera molto semplice, suggerendo eventuali approfondimenti nella lettura del libro “Telecommunications, KLT and Relativity” di Claudio Maccone. Dunque, la FFT si serve solo di segnali sinusoidali per scomporre un segnale qualunque; mentre la KLT effettua una scomposizione molto più accurata di qualunque segnale e rumore, calcolando di volta in volta quei segnali elementari che sono più consoni alla scomposizione del caso studiato. Il risultato è che la KLT offre un guadagno maggiore, tale che riesce a rivelare segnali assai più deboli di quelli che la FFT può rilevare; così come come dimostrato dai test effettuati da SETI Italia. La FFT invece rileva solo segnali a banda stretta, mentre la KLT rileva i segnali indipendentemente dalla larghezza di banda. In pratica, nell’elaborazione la FFT è molto rapida, mentre la KLT, non esistendo una Fast KLT, richiede tempi molto più lunghi; per cui la FFT rileva solo segnali presunti sinusoidali e presunti a banda stretta. Ma poiché non conosciamo che tipo di segnali usa ET, risulta difficile capire se ET impiega segnali non sinusoidali a banda larga, perchè la FFT non li intercetterà mai. A questo va aggiunto che il grosso scoglio è rappresentato dalla pesantezza computazionale della KLT, ovvero: il calcolo scientifico distribuito (distribued computing). fig. 5 carl saganScoglio che, purtroppo, fino ad oggi ha portato all’esclusione del suo impiego. Comunque il KLT è un progetto che andrebbe riproposto, in quanto l’espansione enorme delle capacità di calcolo fornite dal distributed computing dall’evoluzione dell’hardware, renderebbe possibile una duplice analisi dei dati acquisiti in banda stretta e in banda larga. Stimolati dall’enorme successo della sonda Kepler, questo 2017 vede molte stazioni radioastronomiche, ma anche un buon numero di   associazioni di radioastrofili, impegnati nella ricerca SETI; e, chissà, se, un giorno, dalla nostra Galassia o dalla profondità dello Spazio, riusciremo a rilevare un segnalino intelligente che ci faccia capire che non siamo soli in questo enorme condominio. Carl Sagan, famoso astronomo e astrofisico (Fig.5) diceva ...è solo questione di tempo!

Dott. Giovanni Lorusso (IK0ELN)


Riferimenti:

[1] Giuseppe Cocconi and Philip Morrison,

Searching for Interstellar Communications, Nature, Vol. 184, Number 4690, pp. 844-846, September 19 of 1959 “Cercando comunicazioniinterstellari” http://www.geocities.com/priapus_dionysos/Cocconi.html

[2] Frank Drake,

Project Ozma, Physics Today, 14 (1961), pp. 40 sgg.

[3] Claudio Maccone,

Telecommunications, KLT and Relativity, IPI Press, ISBN 1-880930-04-8, 1994

[4] Bruno Moretti

Allen Telescope Array: un gigantesco balzo in avanti per SETI

http://www.geocities.com/priapus_dionysos/ATAbalzo.html

 
CONTEST ARI RADIOASCOLTO 2017 Stampa E-mail
Cari amici,
pregandovi di collaborare per la migliore divulgazione,
allegata copia del Contest ARI Radioascolto 2017 che
inizierà il prossimo 5 maggio.
In attesa, vi ringrazio e porgo cordiali saluti.

 Alfredo Gallerati, IK7JGI
pag 1
pag 2
pag 3
 
"ANTONIO SIMONE RACCONTA" Stampa E-mail


 

 

Molti di voi, sicuramente,

conoscono

Antonio Simone, ne abbiamo

parlato in più occasioni anche

su questo sito,visita:

http://www.arimelfi.it/cms/la-community/antonio-simone-139-4.html

 

http://www.arimelfi.it/cms/la-community/biodiversita-cd-ari-melfi-091.html

 

Altri siti:

http://www.antoniopace.it/2007/10/21/melfi-mostra-radio-depoca/

http://www.ondatelematica.it/joomla/index.php?option=com_

content&view=article&id=107:biodiversita&catid=69:radioscienza&Itemid=116

http://ara.roma.it/files/uploads/IYB2010.pdf

http://www.palazzosangervasio.net/index.php?limitstart=12

inoltre l'associazione Ari di Melfi ha più volte organizzato

alcune mostre Radio sia a Melfi che Aquilonia ,e lo ha anche

accompagnato alla fiera di Pescara .

Per quei pochi che non conoscono Antonio Simone..........

riassumo brevemente la figura di questo storico personaggio,

direttore del Museo della Radio

di Palazzo San Gervasio (Potenza),e autocostruttore.

Attualmente in quiescenza, vive a Palazzo San Gervaso e

cura assiduamente ilsuo museo della radio,dove espone

varie apparecchiature radio di epoche diverse.

Molte sono le sue riproduzioni fedeli e funzionanti di

apparati Marconiani.

Una sua biografia dettagliata la trovate sul suo sito:

 

http://www.museummarconisimone.it/

 

Io desidero qui riportarvi un gradito incontro fra Antonio Simone

e due suoi simpatici concittadini,

avvenuto negli USA, la dove Antonio viveva (anno 1969) con la sua

famiglia e svolgeva l'attività di radiotecnico.

.............il seguito lo scrive lui.

Alle sue parole ha aggiunto una cartolina ricordo e un articolo

"UN LUCANO SULLA LUNA"

del mensile di informazione " LIBERO ACCESSO "dell'ottobre

2009 N°101 scritto da Rosalba Griesi.

Ascoltare Antonio per me è in vero piacere ed ogni

volta scopro cose nuove......

l'unica che non sono mai riuscito a scoprire è la sua età.

 

 

Grazie  ad Antonio ed a LIBERO ACCESSO

 

73' i8wwh

 

Antonio Simone racconta:

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Negli anni 60’ io, mia moglie e la piccola
Maria Franca
abitavamo in Brookdale

Avenue, a Newark nel New Jersey.

Era una giornata calda del luglio 1969

quando ricevetti una telefonata.

 

Hello Antonio, indovina chi sono….

Ennio, sei tu? Che sorpresa!

Si, sono io e con me c’è anche mio fratello Giovanni.

Siamo stati in Florida a Cape Canaveral ad assistere

al lancio dell’Apollo 11 sulla luna!

Davvero?

Si, abbiamo vinto un concorso sulla rivista Epoca.

Che fortunati che siete!

Veramente! Domani vieni a prenderci all’Hotel Waldorf di New York.

Bene, a domani allora.

Non puoi immaginare che grande emozione che abbiamo provato

ad assistere al lancio! Abbiamo anche conosciuto il fratello

di Rocco Petrone con la moglie, il quale molto simpaticamente

prima del lancio ha detto in dialetto:

"Mio fratello Rocco push il bottone e fa partire il modulo lunare…"

L’incontro felicissimo si è concluso con un bel pranzo all’italiana.

ANTONIO SIMONE

 

73'

 

 
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